Montano Lucino: troppi cantieri sospesi
Montano Lucino: troppi cantieri sospesi
Montano Lucino: troppi cantieri sospesi e aree degradate, interrogazione del gruppo Montano Lucino 2.0 porta il tema in Consiglio
Negli ultimi anni, a Montano Lucino, sono sempre più numerose le situazioni di degrado legate al comparto edilizio: cantieri iniziati e mai completati, aree transennate lasciate senza manutenzione, vegetazione incontrollata e proprietà private in stato di abbandono. In particolare, alcune zone boscive di proprietà di società edili, mai adeguatamente manutenute, hanno rappresentato un rischio concreto per la sicurezza pubblica, come avvenuto nel 2023 in Via Casarico, dove uno smottamento ha interessato alcune abitazioni a valle.
Il fenomeno interessa diversi punti del territorio, tra cui Via al Monte, Via Scimme, Via Casarico e la nuova variante di Via Roma. In queste aree si riscontrano fabbricati incompleti, transenne danneggiate, recinzioni precarie e porzioni di verde incolto, contribuendo al peggioramento del paesaggio urbano e della sicurezza cittadina.


L’interrogazione del gruppo Montano Lucino 2.0
A fronte di questa situazione, il gruppo consiliare Montano Lucino 2.0, rappresentato dal consigliere Cristian Bisa, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al Sindaco Silvio Aiello. Il documento poneva una serie di quesiti volti a chiarire la posizione dell’Amministrazione comunale rispetto a:
- la presenza di società titolari di cantieri sospesi da oltre 36 mesi;
- l’elenco di imprese che, pur avendo lasciato opere incompiute, hanno ottenuto nuovi permessi negli ultimi 5 anni;
- l’eventuale verifica delle condizioni economiche dichiarate da tali società;
- l’adozione di misure sanzionatorie o di messa in sicurezza;
- la possibilità di introdurre, nel regolamento comunale, un principio di condizionalità che vincoli il rilascio di nuovi titoli edilizi al completamento delle opere già iniziate;
- la valutazione di strumenti fiscali disincentivanti, come una diversa modulazione delle aliquote IMU, per contrastare l’abbandono sistematico di aree e immobili.

La risposta del Sindaco
La risposta del Sindaco Silvio Aiello, firmata il 21 luglio 2025, ha evidenziato i seguenti punti:
- non è previsto, per legge, l’obbligo di segnalazione dei cantieri sospesi, e quindi non è disponibile un elenco ufficiale a riguardo;
- è stato trasmesso l’elenco delle pratiche edilizie presentate tra il 2021 e il 1° luglio 2025, a fini informativi;
- la normativa nazionale consente proroghe automatiche dei cantieri fino a 9 anni, anche in assenza di particolari condizioni economiche;
- non è possibile effettuare verifiche sulla situazione finanziaria delle imprese né introdurre vincoli regolamentari aggiuntivi;
- l’Amministrazione interviene solo in caso di pericolo concreto, applicando sanzioni laddove necessario;
- non è possibile introdurre forme di penalizzazione fiscale nei confronti di imprese che non completano le opere edilizie.
Le considerazioni del gruppo e le proposte concrete
Il gruppo Montano Lucino 2.0, pur prendendo atto della risposta formale, evidenzia che il problema dei cantieri sospesi e delle aree degradate resta irrisolto. In un Comune dove negli ultimi 4 anni sono state approvate numerose nuove edificazioni, non sono stati attivati strumenti efficaci per garantire il completamento delle opere o la manutenzione dei terreni annessi.
Tuttavia, anche accettando il quadro normativo descritto nella risposta del Sindaco, esistono margini di intervento che l’Amministrazione potrebbe attivare su base regolamentare e gestionale:
- Censimento e monitoraggio tecnico dei cantieri fermi e delle aree degradate, anche tramite segnalazioni dei cittadini, per costruire una mappa aggiornata e visibile della situazione;
- Aggiornamento del regolamento edilizio e urbanistico, introducendo obblighi accessori nei Piani Attuativi, come la manutenzione delle aree verdi limitrofe e il rispetto di tempistiche definite;
- Clausole più vincolanti nelle convenzioni urbanistiche, ad esempio tramite fideiussioni rafforzate o impegni alla riqualificazione in caso di fermo prolungato;
- Ordinanze di ripristino e sicurezza (ex art. 33 D.P.R. 380/2001), laddove le condizioni dei cantieri o delle aree boschive costituiscano un pericolo per persone o beni;
Infine, Montano Lucino 2.0 sottolinea che, sebbene l’Amministrazione dichiari di intervenire con sanzioni nei casi di pericolo, sul territorio restano evidenti situazioni irrisolte da anni, che fanno emergere un divario tra le intenzioni dichiarate e gli effetti percepiti dai cittadini. Per questo motivo, il gruppo considera fondamentale continuare a riportare l’attenzione su questi temi, nella convinzione che servano strumenti più efficaci, ma anche una volontà amministrativa più coerente e visibile.