11 Settembre 2026
Referendum 2025: Guida al Voto

Referendum 2025: Guida al Voto

Referendum 2025: Guida al voto – L’8 e 9 giugno 2025, gli italiani saranno chiamati alle urne per esprimersi su cinque quesiti referendari abrogativi. Si tratta di consultazioni su temi cruciali che riguardano il mondo del lavoro e la cittadinanza. Ecco una guida completa e aggiornata per capire cosa si vota, come funziona il voto e quali sono le regole sul quorum e l’astensione.

Che cos’è un referendum abrogativo?

Il referendum abrogativo è uno strumento di democrazia diretta previsto dall’articolo 75 della Costituzione italiana. Consente ai cittadini di abrogare – cioè cancellare – in tutto o in parte una legge già approvata dal Parlamento.

Perché l’esito sia valido, è necessario che venga raggiunto il quorum: devono partecipare al voto almeno il 50% più uno degli aventi diritto. È importante sapere che il quorum deve essere raggiunto per ciascun quesito, non in generale per tutto il referendum.

Una volta raggiunto il quorum su un quesito, si procede con lo spoglio delle schede relative a quel quesito. I voti vengono conteggiati per determinare quale opzione prevale: vince il Sì se la maggioranza dei votanti si esprime a favore dell’abrogazione della norma indicata; vince il No se la maggioranza vota per mantenerla in vigore.

Se il quorum non viene raggiunto, il quesito referendario è nullo, indipendentemente da quanti voti favorevoli o contrari siano stati espressi.

I cinque quesiti referendari

1. Licenziamenti illegittimi (scheda verde)

Si propone di abrogare le modifiche introdotte dal Jobs Act (2015), che oggi limitano il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento ingiustificato.

  • Se vince il SÌ: viene ripristinato il diritto al reintegro per chi viene licenziato senza giusta causa.

  • Se vince il NO: resta il sistema attuale, con risarcimenti economici e reintegro solo in casi eccezionali.

2. Tutele nelle piccole imprese (scheda arancione)

Attualmente, i lavoratori di aziende con meno di 15 dipendenti non godono delle stesse tutele in caso di licenziamento.

  • Se vince il SÌ: anche questi lavoratori avranno diritto al reintegro e a maggiori garanzie.

  • Se vince il NO: la situazione rimane invariata, con tutele più limitate.

3. Contratti a termine (scheda grigia)

Il quesito vuole limitare la durata massima dei contratti a termine e il numero di proroghe, per contrastare il precariato.

  • Se vince il SÌ: si torna a regole più rigide, con maggiore stabilità per i lavoratori.

  • Se vince il NO: rimangono le norme attuali, più flessibili per le imprese.

4. Sicurezza sul lavoro (scheda rossa)

Si chiede di eliminare le norme che permettono al datore di lavoro di esternalizzare la responsabilità in caso di incidenti sul lavoro.

  • Se vince il SÌ: le aziende non potranno più “scaricare” le responsabilità in caso di infortuni.

  • Se vince il NO: resta la possibilità di delegare responsabilità a soggetti terzi.

5. Cittadinanza italiana per stranieri (scheda gialla)

Cosa si vota:

Il quesito propone di ridurre da 10 a 5 anni il periodo di residenza legale continuativa in Italia richiesto agli stranieri extracomunitari maggiorenni per poter presentare domanda di cittadinanza italiana.

 

Situazione attuale (Legge n. 91/1992, art. 9):

–       10 anni di residenza legale e continuativa;

–       Reddito sufficiente e continuativo negli ultimi tre anni;

–       Nessuna condanna penale grave o rischio per la sicurezza nazionale;

–       Conoscenza della lingua italiana (livello B1);

–       Attesa media per la risposta: 2–3 anni.

●      Se vince il SÌ: Il periodo minimo si riduce a 5 anni. Rimangono invariati gli altri requisiti, ma la modifica renderebbe più accessibile e veloce l’ottenimento della cittadinanza per chi è stabilmente integrato.

●      Se vince il NO: La durata minima per richiedere la cittadinanza rimane di 10 anni, una delle più lunghe in Europa.

Modalità di voto

Le urne saranno aperte:

  • Domenica 8 giugno dalle 7:00 alle 23:00

  • Lunedì 9 giugno dalle 7:00 alle 15:00

Ogni quesito ha una scheda di colore diverso. L’elettore può scegliere se votare su tutti i quesiti o solo su alcuni. Per votare, è necessario:

  • Un documento di identità valido

  • La tessera elettorale

In caso di smarrimento della tessera, si può richiederne una nuova presso l’ufficio elettorale del Comune.

Quorum e astensione

Per ciascun quesito, il referendum sarà valido solo se voterà almeno il 50% più uno degli aventi diritto. Attenzione: il quorum va raggiunto singolarmente per ogni quesito.

In altre parole, non basta che metà degli elettori partecipino complessivamente al referendum: ogni singola scheda (verde, arancione, grigia, rossa, gialla) deve essere votata da almeno metà più uno degli aventi diritto affinché il risultato venga considerato valido.

Cosa succede se un cittadino non vuole votare su tutti i quesiti?

Al momento del voto, l’elettore riceve fino a cinque schede referendarie, una per ciascun quesito. Tuttavia, non è obbligato a ritirarle tutte. Ogni cittadino ha la facoltà di partecipare in modo selettivo, ritirando solo le schede relative ai quesiti su cui desidera esprimersi.

In pratica, al momento della consegna delle schede, è possibile comunicare ai componenti del seggio di voler votare soltanto su alcuni quesiti, rifiutando le altre schede. Questa scelta consente di partecipare solo parzialmente al referendum, ad esempio votando su uno, due o tre quesiti e astenendosi dagli altri.

Le schede non ritirate non vengono conteggiate ai fini del quorum e rappresentano un’astensione su quei quesiti specifici.

Questa modalità offre agli elettori uno strumento flessibile per esprimere il proprio parere solo su alcune delle proposte referendarie, contribuendo a modellare il risultato in modo più mirato.

 

Attenzione:

●     Le schede bianche o nulle contano ai fini del quorum: anche se non esprimono una preferenza, vengono conteggiate come “partecipazione”.

●     L’astensione totale (non andare a votare) o parziale (non ritirare alcune schede) è una strategia talvolta suggerita da chi è contrario al referendum e vuole farlo fallire.

Voto all’estero

Referendum 2025: Guida al voto – Gli italiani iscritti all’AIRE riceveranno il plico elettorale per posta. Chi si trova temporaneamente all’estero (per studio, lavoro o cure mediche) può fare richiesta di voto per corrispondenza entro il 7 maggio 2025 presso il proprio Comune.

Referendum 2025: Guida al voto

Il referendum è uno degli strumenti più potenti in mano ai cittadini per incidere direttamente sulla legislazione. I quesiti di giugno 2025 riguardano diritti fondamentali come il lavoro, la sicurezza e l’identità civica. Informarsi è il primo passo per esercitare un voto consapevole.

Ogni SÌ o NO rappresenta una scelta precisa. Ogni astensione ha un peso. La democrazia funziona solo se i cittadini partecipano, capiscono e decidono.

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