11 Settembre 2026
Montano Lucino e la scissione dall’ASCL: nasce una nuova azienda sociale consortile

Montano Lucino e la scissione dall’ASCL: nasce una nuova azienda sociale consortile

Montano Lucino lascia ASCL – Montano Lucino compie un passo decisivo verso una gestione autonoma e condivisa dei servizi sociali. La delibera della Giunta Comunale del 10 marzo 2025 (n. 26) sancisce ufficialmente la costituzione di una nuova Azienda Speciale Consortile, un’iniziativa che coinvolge la maggior parte dei comuni dell’Ambito Territoriale di Como e segna la separazione definitiva dall’attuale Azienda Sociale Comasca e Lariana (ASCL).

Una rottura annunciata: le tensioni con il Comune di Como

Per comprendere le ragioni di questa decisione, è necessario tornare indietro nel tempo. L’ASCL, nata nel 2018 per coordinare e gestire i servizi alla persona su scala sovracomunale, si è sempre basata sulla collaborazione tra i comuni dell’Ambito di Como. Tuttavia, la presenza predominante del Comune di Como, che possiede circa il 60% delle quote sociali, ha progressivamente squilibrato il processo decisionale.

Fino al 2023, nonostante la disparità di peso nella governance, le scelte aziendali sono state prese all’unanimità, permettendo a tutti i comuni di avere voce in capitolo. Ma, a partire da luglio 2023, il Comune di Como ha iniziato a esercitare un controllo più rigido su ASCL, promuovendo iniziative unilaterali che hanno messo in difficoltà gli altri soci.

Tra le azioni contestate ci sono:

            •           Verifiche unilaterali sulla gestione aziendale, sui bilanci e sull’Ufficio di Piano, con l’obiettivo di valutare una possibile uscita dall’ASCL.

            •           Ritardi nelle approvazioni di bilancio e nella nomina del Revisore dei Conti, causando incertezza nella gestione economica dell’ente.

            •           Mancata sottoscrizione dei contratti di servizio dal luglio 2024, pur continuando a usufruire delle prestazioni aziendali, creando un vuoto contrattuale che ha penalizzato gli altri soci.

            •           Ottenimento della presidenza dell’ASCL con soli 8 voti favorevoli su 21, avvenuto il 6 settembre 2024, che ha portato a decisioni sempre più orientate agli interessi del capoluogo e meno alle esigenze degli altri comuni.

La tensione è culminata con il rifiuto del Comune di Como di firmare l’Accordo di Programma per il Piano di Zona 2025-2027, nonostante l’invito formale della Regione Lombardia, creando il rischio di compromettere l’accesso ai fondi destinati ai servizi sociali per l’intero Ambito Territoriale.

L’alternativa dei comuni “minoritari”: una nuova azienda consortile. Montano Lucino lascia ASCL

Di fronte a questa situazione, i sindaci di 18 comuni su 21 hanno deciso di prendere in mano la situazione e creare un nuovo soggetto giuridico per la gestione autonoma dei servizi sociali.

Il 31 gennaio 2025, i comuni di Albese con Cassano, Bellagio, Blevio, Brienno, Brunate, Cernobbio, Faggeto Lario, Laglio, Lezzeno, Lipomo, Maslianico, Moltrasio, Montano Lucino, Montorfano, Nesso, Pognana Lario, San Fermo della Battaglia e Torno hanno sottoscritto un Protocollo di Intenti con tre obiettivi chiave:

            1.         Recesso dall’ASCL:

            •           I comuni aderenti si impegneranno a formalizzare il recesso dall’azienda entro il 30 aprile 2025, con decorrenza dal 1° gennaio 2026.

            •           Dal 2026, inoltre, non saranno più delegati servizi ad ASCL.

            2.         Avvio della nuova Azienda Speciale Consortile:

            •           Il Comune di San Fermo della Battaglia è stato incaricato di individuare i professionisti necessari alla redazione degli atti costitutivi.

            •           Saranno avviate le procedure burocratiche per rendere operativa la nuova azienda entro la seconda metà del 2025.

            3.         Nomina di esperti per l’iter costitutivo:

            •           Sono stati scelti il Prof. Angelo Palma (Dottore Commercialista e Revisore Legale) e l’Avv. Riccardo Anania (esperto in Diritto Amministrativo) per redigere il progetto di costituzione.

            •           Il loro incarico ha un costo complessivo di 30.000 euro, suddiviso tra i comuni in base alla popolazione.

Ripartizione dei costi

La spesa per i consulenti sarà sostenuta proporzionalmente dagli enti coinvolti. Ecco alcuni esempi della suddivisione:

            •           San Fermo della Battaglia (15,40% della popolazione) → 4.620 euro

            •           Cernobbio (12,60%) → 3.780 euro

            •           Lipomo (11,80%) → 3.540 euro

            •           Montano Lucino (10,80%) → 3.240 euro

            •           Bellagio (7,17%) → 2.151 euro

            •           Brienno (0,63%) → 189 euro

L’obiettivo è garantire che ogni comune contribuisca in modo equo alla creazione della nuova azienda, secondo il numero di abitanti.

La delibera di Montano Lucino: il via ufficiale al progetto

Con la delibera n. 26 del 10 marzo 2025, la Giunta Comunale di Montano Lucino ha approvato ufficialmente il piano. Il provvedimento ha ottenuto il via libera con il parere favorevole della Responsabile dell’Area Servizi alla Persona e del Servizio Finanziario.

Le decisioni prese sono:

            •           Approvazione dell’incarico ai professionisti per la costituzione della nuova azienda.

            •           Conferma dell’adesione al Protocollo di Intenti sottoscritto con gli altri comuni.

            •           Allocazione della spesa prevista (3.240 euro) per la consulenza legale e amministrativa.

            •           Delegazione formale al Comune di San Fermo della Battaglia per il coordinamento del processo.

            •           Dichiarazione di immediata eseguibilità della delibera per accelerare i tempi di avvio.

Un nuovo inizio per la gestione dei servizi sociali

Montano Lucino lascia ASCL – La scissione dall’ASCL segna un punto di svolta nella gestione del welfare locale. I comuni aderenti puntano a un modello di governance più partecipativo, che garantisca una distribuzione più equa delle risorse e un maggiore coinvolgimento decisionale.

Resta ora da vedere come evolverà la situazione e quali saranno le mosse del Comune di Como, che si trova di fronte alla prospettiva di gestire un’azienda sociale con una base sempre più ridotta di partecipanti.

Nel frattempo, Montano Lucino e gli altri comuni si preparano a scrivere un nuovo capitolo nell’organizzazione dei servizi alla persona, con la speranza di costruire una struttura più solida, efficiente e vicina alle reali esigenze dei cittadini.

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